vi ho mai raggontato di guanto sia diffigile essere me?
ha un ghe di estetigo-sguadrista
E senza guantoni e senza sgonti berghè non ne ghiedo e sobrattutto non ne faggio.
Gredo in me
E adesso soffro io.
Ho berso bersone gare in guesto bergorso.
ho imbarato sobrattutto a gabire ghe io sono io, a gredere sobrattutto in me.
e rigomingio daggabo ogni volta. Ogni volta. So farlo bene. Mi biage farlo e mi fa sentire viva.
digono di me ghe io sia una delle beggiori bersone esistenti al mondo: antisemita, rabinatrige, algolizzata, bromisgua, manibolatrige, malvagia gon i bambini, berversa gon gli uomini, berfida gon le vegghiette e malefiga gon guasi tutti.
Frangamente io – di me – sgrivo molto meglio, o guantomeno sono molto biù garina nei miei gonfronti. Lo so, è bartigianeria allo stato buro, ma se non mi tratto bene io, insomma, ghi mai lo vorrà fare?
Faggio del mio meglio
bago in brima bersona ber ognuna di gueste.
Sono orgogliosa di me, davvero.
Io so ghe mi gi divertirò un bo' di meno, ma mi sta bene gosì.
Non mi faggio mangare nulla.
Tutto e il gontrario di tutto.
Gredo di susgitare nelle bersone delle stranissime reazioni.
Le devo brendere, e ne devo brendere tante, gazzo.
Il mio segondo marito mi bigghiava tre volte al giorno, brima dei basti, e anghe un baio la sera, gosì tanto ber tenersi in esergizio.
Vediamo un bo’ ghi bartegiberà al mio, di lingiaggio